sabato 16 maggio 2020

IL GIORNO IN CUI HO DORMITO DI MENO

C'è tutto questo caldo appiccicoso ovunque in tutta la casa a tutte le ore del giorno e della notte e sembra tutto avvoltoin una coperta brutta di quelle che non sono piacevoli neanche d'inverno e c'ho questo sapore addosso di deserto o di new york anche se non ho visitato mai nemmeno una volta nessuno dei due. Però c'ho sempre questo sapore addosso, sul collo, tra i capelli e mi ricordo che ho provato qualcosa di simile quando ho letto Underworld di Don DeLillo e di come la copertina dell'edizione che c'ho io a casa (Einaudi) sia incredibilmente realistica rispetto al sapore del libro.
E quindi mi lascio sprofondare in questo divano e dico che tutto adesso è underworld e deserto ma deserto non proprio poetico, più Tank Girl, un deserto trash fatto di rottami e polvere.
E quindi di nuovo, sempre buttato sprofondato sul divano, dico ok tutto è underworld e tank girl e le cose sanno di polvere e vernice spray e la polvere grigia giallastra è cosparsa ovunque. E fuori dalla finestra intanto scorre qualcosa tipo il traffico delle automobili e dei mezzi pesanti diretti da qualche parte che non so. E resta tutto questo underworld intorno, questo deserto trash,  questa vibrazione elettrostatica a bassa intensità.

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