martedì 17 marzo 2020

UN SILENZIO FEROCEMENTE NATURALE

Un piccolo filo d'erba ha sfracellato un nuovo pezzo d'asfalto davanti casa.

Porto a pisciare il cane nella mattina pomeridiana, così sono abbastanza sicuro di non incontrare nessuno, che già da queste parti c'è poca gente, all'ora di pranzo praticamente chiudeva pure il negozietto dei cinesi a fianco anche prima di tutto questo (TUTTO QUESTO MAIUSCOLO NON PRONUNCIABILE CHE C'È ADESSO), quindi si, sono abbastanza sicuro che non ci sia nessuno in giro all'ora di pranzo ed infatti è proprio così, constato amichevolmente col cervello mentre muovo i passi dopo quelli del cane che annusa e tira e piscia. E lo noto, incredibilmente, in maniera quasi abominevolmente assordante: il silenzioso vuoto ferocemente naturale delle cose. Da qualche parte da bambino ho letto che se tutta la specie umana sparisse da un giorno all'altro, la natura impiegherebbe tipo un mese a ricoprire qualsiasi cosa con le sue radici e le sue foglie e i rami e tutto il resto. Ho visto delle foto su facebbok in cui la piccola fauna tipo cinghiali e scimmie iniziano ad invadere le città lasciate vuote o meglio, lasciate chise fuori dalle nostre case. Penso a tutti quelli che cercano qualcosa di bello in tutto questo essere umani, tipo cammini umani o missioni di vita o cose così e penso che c'è qualcosa di sarcastico in tutto questo. L'umanità è sempre smaniosa di buttare  cemento sopra ogni cosa e la natura se ne frega altamente, la natura lascia fare, ha tutto il tempo cosmico dell'universo per riprendersi tutte le cose che sono sue. La sesta estinzione di massa imminente è praticamente quasi invisibile per la natura delle cose. Un quasi chissenefrega. Tutto ciò che ci terrorizza in realtà è un leggero frusciare dell'erba alla fine dell'antropocene.

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